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 Il Sé è il fulcro e la condizione necessaria della coscienza, perché se in una mente manca il Sé quella mente non può essere cosciente. I contenuti pertinenti al Sé possono giustapporsi ad altri eventi mentali e accompagnarli: in tal caso secondo questi autori detti eventi mentali diventano coscienti. Dunque, la coscienza rimanda al Sé, ma il Sé rimanda alla coscienza? I pareri sono discordi. Però per altri autori bisogna distinguere:  si può essere consapevoli del mondo e delle cose che conosciamo, di quelle che percepiamo attualmente e di quelle che ricordiamo e che sono immagazzinate nella memoria a lungo temine (coscienza noetica) e si può essere consapevoli di sé, ovvero della prospettiva in prima persona, del punto di vista soggettivo, del nucleo di autorappresentazione neurosimbolica contenuto nella circuiteria mesencefalica, e proiettato a livelli successivamente superiori dell’encefalo (coscienza autonoetica). Tuttavia, coscienza e autocoscienza sono due fenomeni distinti, anche se poggiano su una stessa rappresentazione, che è il Sé. Dato che si può essere consapevoli di qualcosa senza essere consapevoli di sé, l’autocoscienza rimane sullo sfondo durante il processo percettivo, ma può essere richiamata in qualsiasi momento (articolo).

 gericaulte

Ritratto di negro, 1818, olio su cartone e tela, 50x46cm. Parigi collezione privata

Il sistema operativo-emozionale del SELF, nella sua qualità di semplice e arcaica rappresentazione del corpo ove avviene la convergenza massiva di informazioni distribuite, è il candidato ideale per la struttura integrativa di base della primitiva neurodinamica della coscienza di sé, grazie alla peculiare caratteristica delle mappe somato e visceromotorie che lo costituiscono di stabilire un caratteristico tono a riposo con le rispettive muscolature. Lo sviluppo del tono motorio attraverso il corpo e il cervello, lungo una varietà di processi ri-afferenti, conferisce a ogni organismo il senso di individualità e l’agentività, ossia il possesso della capacità di agire nel mondo (agency). Lo schema del Sé attiva forme basilari di orientamento del corpo e promuove l’estrazione di valori dall’interazione del milieu interno con gli incentivi ambientali. Si generano così strutture di significato biologico nell’organismo, e la grande varietà delle sensazioni esperite soggettivamente. Certamente la consapevolezza cosciente di livello elevato non è prodotta solo dal PAG, poiché richiede il concorso di aree cerebrali superiori, ivi inclusa la corteccia frontale. Molti processi affettivi sono legati alle reti neurali interconnesse col PAG, dove nascano le emozioni innate, anche se poi l’apprendimento permette a molti altri input, in particolare a quelli dall’amigdala e dall’ippocampo, di avere accesso al Sé. Qui hanno sede i nostri valori biologici di base, ingredienti essenziali del senso del sé; gli “osservatori” dei più alti livelli cerebrali funzionano in quanto sono radicati nello spazio affettivo primario della rappresentazione del sé nel PAG (articolo). 

 

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